Riflettere attività sottovalutata

Riflettere. Mi capita spesso di fermarmi istanti a pensare, in silenzio a scavare dentro me stessa e interrogarmi su quale sia il senso di determinate parole, sentimenti, situazioni che sto vivendo in quel particolare momento. Mi capita di riflettere allora sul senso di tanto affanno alla ricerca di quei sentimenti, alla ricerca di una via di fuga da determinate situazioni difficili. A volte mi capita di scrivere queste riflessioni perchè un giorno vorrei che qualcuno ne traesse beneficio per poter affrontare con spirito allegro anche le sofferenze più atroci, le delusioni più amare, l'amore più sofferto. Credo che se io avessi avuto la consapevolezza che comunque c'è qualcuno che ha vissuto come me queste stesse sensazioni e ne è uscito vivo e forte sarebbe stato tutto più facile perchè avrei affrontato tutto non sentendomi terribilmente sola e avrei guardato al futuro convinta di potercela fare. Alle giovani generazioni vorrei dire quindi di non temere, di avere coraggio, di morderla questa vita e di essere sempre pronti a lottare per tutti i loro sogni, per tutti gli amori, per tutti i loro desideri. Qualcuno deciva che non esiste sogno senza che ti siano dati i mezzi per poterlo realizzare e allora pronti via, pronti a tenerlo stretto nonostante il vento questo sogno. Non temete quindi di essere soli c'è un mondo intero che soffre come voi. Non temete di soffrire questa sofferenza vi renderà più forti, più furbi, più determinati. La nostra persona si forma proprio durante questi lunghi ed estenuanti salite che la vita ci mette difronte, e voi non cercate la scorciatoia, la via di fuga, la strada più breve per tornare a casa, abbiate il coraggio di affrontarla questa salita perchè sarà bello arrivare in vetta. Fieri di avercela fatta.
Qualcuno diceva che la vita è come la strada, ce ne sono a migliaia e tu devi costruire la tua quella che porta dove tu vuoi arrivare, ne incontrerai di simili, ne incontrerai di diverse fermati ad osservarle quando le incontri sempre imparerai qualcosa che non conoscevi. Le persone che sono intorno a te sono come i lampioni che ti fanno luce, che ti sostengono se sei affaticato ma bada bene che nessun lampione può aiutarti a costruirla questa strada, possono indicarti la direzione, ripararti quando sarai stanco, consolarti quando ti accorgerai di aver sbagliato. Se ci fai caso la meta è sempre lontana ma la conosci, sai bene dov'è, anche se credi di non averla presente c'è e tu sai qual è. Se guardi bene la tua destinazione è sempre verso l'alto, c'è sempre qualche sentimento dentro di te, come un richiamo dal cielo che ti spinge verso di lui perchè lì è la felicità, lì è la vita vera, lì è la meta verso cui tutti tendiamo. Nella vita per quanto tu ti possa sforzare di arrivare non arriverai mai dove vuoi, ci sarà sempre qualcosa che manca, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui tante persone ricche, famose e con una famiglia che crediamo abbiano tutto sono sempre lì a lamentarsi di qualcosa che manca. Ci saranno delle tappe ma la meta non c'è perchè per quanto ti sembrerà assurdo sentendo questa parola la vera e unica meta è la morte.

FINO IN FONDO

Fare la strada a piedi comporta spesso la sfida alle proprie forze, alla propria resistenza, e a una malintesa prudenza. La stanchezza e le condizioni esteriori consiglierebbero di fermarsi e di rinunciare a raggiungere la meta prefissata: nvece, si accetta la sfida e la si vince con l'inesauribile riserva di coraggio. La stanchezza è la compagna immancabile della strada. La stanchezza fisica, presto o tardi genera quell'altra, qul senso di noia e di sfiducia in se stessi, quel tentativo di giustificare, con motivi falsamente convincenti, un cedimento e una rinuncia. La stanchezza, in fondo, non è altro che il senso del proprio limite, l'esperienza della propria finitezza, della propria dipendenza, del proprio essere solamente uomini e non macchine o eroi. Ma anche la stanchezza manifesta come il più delle olte ci si inganna sule proprie capacità, sulla verit di se stessi: ci si accorge che siamo maestri insuperabili nel raccontare a noi stessi delle storie non vere, nel travisare quello che siamo e che vogliamo. Siamo specialisti nell'arte dell'inganno. Quando la strada diventa pesante, quando si ette a piovere o si entra nella nevvia e ci si sente trapassare dall'umidità, dal freddo, quand lo zaino comincia a pessare e diventa sempre più ingombrante, quando il fiato diventa grosso e il cuore aumenta le sue pulsazioni, quando il sudore ci bagna da capo a piedi, quando cioò ci sembra di esere arrivati allo stremo delle proprie forze e il buon senso e la prudenza sembrerebbero consigliare la resa, allora è il momento buono per spremere da noi stessi ancora quelle riserve di forze che ci portiamo dentro. Tutti noi abbiamo almeno un'esperienza che convalida queste affermazioni: quando ci sembrava di non poterne più, abbiamo spinto ancora, quando sembrava di avere tutte le ragioni per fermarsi, abbiamo continuato. E ci iamo accorti che eravvamo capaci, e siamo arrivati fino in fondo, là dove volevamo. Abbiamo vinto noi e non ci siamo lasciati vincere dalla stanchezza. E l'impressione viva ed esaltante della libertà, della nostra possibilità di comandare e di superare gli ostacoli, la sensazione di una serenità, e di una personalità che si realiza senza lasciarsi bloccare da niente. Non è il gusto sciocco di giocare al uperuomo, nè l'orgoglio falso di sconvelgere le leggi della natura m solamente la capacità di vedere fin dove in concreto arrivano le nostre forze e fin dove invece arriva il peso della propaganda (lì non ci andare non ce la puoi fare), della pigrizia, delle abitudini, di quel senso di dimissioni che è sempre in agguato nella nostra vita. E il gusto di vivere tutta la propria personalità e non solo qualche piccola scheggia, qualche esterioree passeggero momento. Andare fino in fondo, in tutte le cose che valgono, non accontentarsi di quel primo succosso, di quei primi passi, di quell'approdo più facile che però non esaurisce nè le nostre capacità nè la realtà stessa dele cose che facciamo, andare fno in fondo anche se ci troviamo soli o ci sembra di esserlo, anche se bisogna rischire, andare fino in fondo lottando contro ogni ostacolo che si incontra: questa è la ricerca della felicità.

 

 

   
 
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